Vi stupirò: il “se” (non ipotetico) seguito dal condizionale esiste!!!

amorecongiuntivoCi sono errori grammaticali che mi fanno sanguinare le orecchie. Come il gesso sulla lavagna, la forchetta sul piatto, i denti che stridono. E una di queste è il SE IPOTETICO della possibilità di II tipo seguito dal CONDIZIONALE, anzichè  – come grammatica vuole – dal CONGIUNTIVO. “Se potrei, lo farei”!! NO, santiddiobenedetto, NOSi dice “Se potessi lo farei”!!!! Un errore del genere è sinonimo di ignoranza, nera, cruda, sanguinaria. E riguarda quindi, spesso e volentieri, gli strati più bassi della scolarità. Ma non è detto. Mi è infatti capitato di sentirlo pronunciare anche da qualche colletto incravattato e laureato. Ma tant’è!! Quel che invece in pochi, pochissimi, conoscono è il SE non ipotetico, che va quindi con il CONDIZIONALE…! Esatto, esiste, ma è roba da veri intenditori!!! Indi per cui, miei cari ignorantelli, smettetela di correggere chi, al contrario vostro, lo conosce!!! Quante volte mi sono sentita dire, con tanto di occhi sgranati e la mente che pensa “Vuoi tanto fa’ la figa, ma sei ignorante. E ci fai pure la giornalista?!”: ” Se lo farebbe??!!, Ma si dice SE lo FACESSE!!!”. Eh, no, santapacemiseriaccia. Se non sapete tacete, piuttosto. Perchè ricordate: è meglio sembrar stupidi, che aprire bocca e togliere qualsiasi dubbio… Se un bel giorno doveste trovarvi infatti a tu per tu con una proposizione dubitativa, semplice e disgiuntiva, o con un’interrogativa indiretta sappiate che dovrete necessariamente pronunciare il CONDIZIONALE. Che paroloni, eh?! E’ più facile di quanto crediate. Facciamo un esempio concreto: Vi siete mai chiesti “chissà se lo farebbe…?”, sottintendendo “se gli venisse proposto”. ? Oppure: “Domandagli se accetterebbe o no (sottinteso: qualora glielo proponessimo). “Vedi se potrebbe aiutarmi”.  O ancora: “Non so se sarei capace di mentire (qualora mi trovassi in quella situazione)”. Incastrati in quelle quattro regolette che vi hanno insegnato alle elementari, non avrete mica detto: “Chissà se lo facesse qualora glielo proponessimo??!”, oppure, “Domandagli se accettasse…”???!! No, ve prego, diteme de no!!! Con l’augurio di essere stata chiara ed esaustiva, spero di aver posto fine, una volta per tutte, a quelle espressioni di meraviglia di voi ignorantelli, che forse saprete pure far di calcolo, ma restate convinti che il congiuntivo sia una malattia degli occhi!!! Che nel dubbio usate sempre. Anche dove non va.

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101 pensieri su “Vi stupirò: il “se” (non ipotetico) seguito dal condizionale esiste!!!

  1. ottimo!!!! e come diresti un lupo promise a chi avrebbe tolto l’osso dalla sua gola una ricompensa o un lupo promise a chi avesse tolto l’osso dalla sua gola una ricompensa?grazie

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    • Io direi “promise una ricompensa a chi AVESSE tolto l’osso”. Di contro credo però non sia errato l’uso del condizionale, a seconda del senso che si vuol dare alla frase. Mi spiego: dire “promise una ricompensa a chi AVESSE tolto l’osso” si mette in dubbio il successo dell’impresa stessa. Dire invece “a chi avrebbe tolto l’osso”, si dà per scontato che l’impresa venga compiuta, il dubbio e sul CHI ci riuscirà”.

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    • E se mi permetti, aggiungerei al “se” seguito dal “condizionale”, anche le “avversative”, con il sinonimo di “ma”. Questa finezza, forse, ancora più fine.
      Mi spiego.
      “Sto guidando verso il mare, ma dovrei tornare a casa”.
      Ebbene, si avrà: “Sto guidando verso il mare, anche “se” dovrei tornare a casa.
      Evidentemente è così!
      Ciao cara.

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      • E se volessi dire… me l’avresti fatto sapere ieri se sareste venuti domenica.. O se foste venuti domenica..(DOMENICA PROSSIMA, INTENDENDO UN’AZIONE CHE SI SAREBBE DOVUTA COMPIERE!)

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      • Allora, ci ho dovuto ragionare. E ti dico che trattandosi di un evento, facciamo conto una cena, che dovrà avvenire domenica prossima, quindi in un tempo futuro, “me lo avresti detto ieri se sareste venuti a cena domenica” non è errato, perché il fatto deve ancora accadere. Insita c’è quindi ancora una domanda indiretta (venite o non venite? Siete ancora in tempo X cambiare idea).
        Resta il fatto che “me lo avresti fatto sapere ieri se foste venuti alla cena domenica” è ugualmente giusto.
        Diverso il caso se la cena fosse avvenuta domenica scorsa: a quel punto era necessario l’uso del congiuntivo, trattandosi di azione finita è conclusa. E non essendoci più la possibilità di partecipare…
        Spero di essermi riuscita a spiegare.

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  2. E ammettere per una volta che ci sono costrutti dove le due soluzioni sono accettate e che è bene conoscere le regole ma non imporsi forzosamente la loro schematicità a discapito del libero eloquire. Mi va di dire che non dovrebbe esserci imposto di parlare proprio tale e quale a come si scrive e che la naturalezza del parlare ed eloquire é ben diversa arte dello scrivere che ci prepone il riflettere il costruire concedendoci tempo di formulazione, prova ti tale o taluna altra espressine per abbellire nostro latinorum. Parola di poliglotta che ha ben capito che romano popolo provò a sua epoca a far dire le cose a sua maniera ma la dove colonizzó aimé di modo e maniera differente la gente eloqui a maniera propria. Ecco la bellezza di lingue straniere simili e diverse allo stesso tempo ma affascinanti proprio perché con naturalezza evolute per meglio adattarsi a tutte le esigenze del diverso parlante, diverso in cultura geofisicità e varie altre sfumature che lo caratterizzano. Finisco dicendo che “ma peró a me mi piacerebbe davvero studiare la naturalezza con la quale il parlante italiano e indotto a commettere tali errori e cio in egual misura da Aosta a Trapani e che al di fuori delle regole considererei piu la cacofonia.

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  3. Io ho scritto questo messaggio e mi sto tormentando. Ho commesso un errore sì o no?
    “Ciao, volevo chiedervi se andrebbe bene, fare la cena di fine anno scolastico sabato di questa settimana. Che dite?”

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    • Grammaticalmente non è sbagliato: la tua è una domanda, la frase si configura quindi come un’interrogativa, diretta in questo caso. Quindi meglio il condizionale che il congiuntivo. Ma proprio perché domanda diretta, X quale motivo complicarsi la vita? Un : volevo chiedervi se va bene fare la cena sabato… Sarebbe stato più che sufficiente!

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  4. Oh, che bel sito e che bell’articolo! Complimenti! 🙂
    Ho una domanda da farti anch’io, relativa a questo argomento.
    Sto facendo l’editing di una traduzione dall’inglese e una parte di una frase mi ha lasciata perplessa. Ti lascio un estratto più lungo per contestualizzare.

    “Scoraggiata si chiese come fosse possibile che la vita di una persona potesse precipitare del tutto in modo così veloce. Soltanto il giorno prima la sua più grande preoccupazione era stata cosa indossare per il colloquio di lavoro. Se Ms. Temple avesse pensato che un completo nero fosse troppo serio, marrone troppo dimesso, rosa troppo frivolo. Tacchi alti troppo provocanti? Tacchi bassi troppo maschili? Capelli su o giù?
    Dio, si era davvero preoccupata per simili sciocchezze?”

    La frase incriminata sarebbe: “Se Ms Temple avesse pensato che un completo nero fosse troppo serio, marrone troppo dimesso, rosa troppo frivolo.”

    Io la collego concettualmente alla frase precedente, o meglio al “si chiese” del personaggio, quindi metterei al condizionale: “Se Ms Temple avrebbe pensato che un completo nero fosse troppo serio, marrone troppo dimesso, rosa troppo frivolo.”

    Grazie per l’attenzione!

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    • Ma grazie!
      Allora, innanzitutto bisogna capire se i pensieri di Ms Temple sono riferiti a un momento passato o futuro. Mi spiego meglio: la frase incriminata non fa riferimento a “si chiese” ma a “la sua più grande preoccupazione era stata”. Lei fino a quel momento si era preoccupata di cosa indossare e dei pensieri di Ms Temple in fatto di abiti. Pensieri che se riferiti al passato – fino ad allora Ms Temple aveva pensato che il completo nero fosse troppo serio etc…- o al futuro – se da quel momento in poi Ms Temple avrebbe cominciato a pensare che il completo nero fosse troppo serio. Nel primo caso va bene il congiuntivo, nel secondo è meglio il condizionale.
      Spero di essere stata chiara! 😅
      Saluti

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  5. Ciao Lucrezia,
    anche io ho un dubbio su una frase che ho detto dove era presente il se+condizionale.
    Questa sera ho avuto una discussione con una mia coinquilina e lei dice che ho sbagliato:
    Io ironicamente le ho chiesto:”Vuoi una mano a stendere i panni?”
    Lei: “No grazie faccio da sola”
    Io sempre ironicamente:”Si… come se te l’avrei data…” (intendendo che non l’avrei fatto comunque anche se lei avesse detto di si).

    Ora c’è in ballo una scommessa e vorrei sapere se ho ragione o meno.

    Sto sbagliando di grosso? Ho è corretta la mia frase?

    Grazie in anticipo.
    Saluti

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    • Si la tua frase è giusta. Suona strana è vero, ma se avessi utilizzato il congiuntivo – come se te l’avessi data- avresti espresso un concetto diverso.
      “(Fai ) come se te l’avessi data” vuol dire: pensa che io te l’abbia data una mano, anche se non è così! Te l’abbia data in passato.
      Come se te l’avrei data, esprime invece un’azione non compiuta nè ipotizzata, e proiettata in un futuro. Anche perché in questo caso il se non sta ad indicare un periodo ipotetico.

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  6. La carissima Matilde dovrà farsi una scorrazzata in mutande e reggiseno in cortile (cortile pubblico in città) con tanto di documentazione video. Direi che posso ritenermi soddisfatto ora, dopo che tutti quelli cui avevamo chiesto mi avevano dato torto.

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  7. Piuttosto, nella tua richiesta hai scritto: sto sbagliando di grosso! HO è corretta la mia frase??!! Voglio pensare che quel verbo avere in luogo di una congiunzione avversativa ( o) sia un refuso…! Ergo, Matilde dovrà correre per il cortile, ma SENZA video!!! 😏

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    • mmmm Lucrezia (o meglio Fabiana)… e va bene mi hai beccato è un refuso, vedrò di non girare video. Il gusto della vittoria mi basta. 🙂
      Sappi che hai salvato Matilde, ma lei non sarebbe stata altrettanto clemente con me.

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  8. Ciao Lucrezia,

    approfitto di questa pagina per chiederti un consiglio, dato che devo scegliere se accettare o rigettare una correzione a un testo che ho scritto.

    Ho tradotto dall’inglese:

    Direi loro, se sapessi che mi ascolterebbero, di fare attenzione.

    e mi è stata corretta in:

    Direi loro, se sapessi che mi ascoltassero, di fare attenzione.

    A me non suona bene ma non sono riuscito a togliermi ogni dubbio.

    Grazie!

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    • La versione corretta è: se sapessi che mi ascoltassero. Perché è un periodo ipotetico tout court: se io sapessi che mi ascoltassero, direi loro…! In questo caso non c’entrano interrogative indirette o altro. Ergo, accetta la correzione che ti é stata fatta.

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  9. Le volevo porre un ultimo quesito
    Quando lei parlava nel suo articolo:
    quante volte mi sono sentita dire, con tanto di occhi sgranati e la mente che pensa “Vuoi tanto fa’ la figa, ma sei ignorante. E ci fai pure la giornalista?!”: ” Se lo farebbe??!!,. Eh, no, santapacemiseriaccia
    Ma si dice SE lo FACESSE!!!”

    Mi perdoni l’ignoranza ma non ho capito in questo caso se ci vuole se lo farebe o se lo facesse.. quando dice e ci fai pure la giornalista dopo ci vuole se lo farebbe o se lo facesse

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    • No, quella frase si riferisce al fatto che mi è capitato di utilizzare, correttamente, il se + condizionale , ma di sentirmi dire: ma come, dici se lo farebbe!!?? E ci fai pure la giornalista?!

      Questo perché comunemente il se vuole il congiuntivo e NON il condizionale!

      Le due frasi ” e ci fai pure la giornalista?” + “se lo farebbe” non sono collegate. Ma vuol dire: ” ci fai pure la giornalista? E dici se lo farebbe? Non si dice se lo farebbe, si dice se lo facesse..!!!”

      Spero di essere stata chiara.

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  10. MI CHIEDEVO SE…..

    Con i verbi di richiesta (domandare, chiedere eccetera) accompagnati da SE, la contemporaneità e la posteriorità vanno espresse sempre con il condizionale presente o passato? giusto?.
    – Mi chiedevo se ti andasse/fosse andato di uscire (il mese scorso per il tempo passato)
    – Mi chiedevo se ti vada/andrebbe di uscire (poco fa per oggi/domani)
    – Mi chiedevo se ti sarebbe andato di uscire (ieri per oggi/domani)
    – Mi chiedo se ti andasse/fosse andato di uscire (oggi per ieri o per il mese scorso)
    – mi chiedo se ti vada/andrebbe di uscire (oggi per oggi)
    – mi chiedo se ti sarebbe andato (oggi per domani)
    Dunque vorrei sapere, per favore, 2 cose:
    La prima è se “mi chiedo/chiedevo se ti andasse/fosse andato di uscire” possano essere utilizzata anche con sfumature di contemporaneità.
    La seconda è se il condizionale è da preferire al congiuntivo o debba per forza essere i modo verbale predefinito in questi casi.
    Grazie come sempre,
    cari saluti
    Paolo

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    • Allora, cominciamo col dire che gli esempi che hai fatto sono tutti esatti tranne il quarto ( mi chiedo se ti andasse…): suona molto meglio, anche per la consecutio temporum mi chiedo se ti vada / mi chiedevo se ti andasse. Mentre si può dire mi chiedo se ti andasse.
      Poi, che cosa intendi per sfumature di contemporaneità? Si può dire mi chiedevo, anche se me lo sono chiesta in questo istante, per intendere: me lo stavo chiedendo un attimo prima di cominciare a parlare.
      Per quanto riguarda condizionale o congiuntivo, in linea di massima possiamo dire che il congiuntivo dà più un’idea di passato: mi chiedevo se ti fosse andato di uscire ( ieri per ieri). Mentre il condizionale proietta l’ azione nel futuro: mi chiedevo se ti andrebbe di uscire (nel pomeriggio che verrà).

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  11. Lucrezia mi potrebbe spiegare in che cosa consiste condizionale passato quando funge da futuro nel passato con esempi e spiegazioni?
    Poi vorrei sapere se è un futuro del tutto finito nel presente o se persiste ancora ora
    Ad esempio io credevo che avresti giocato la partita ecco questo futuro è oramai passato o persiste nel presente
    Quindi mi chiedevo se le mi potrebbe dire con esempi se è un futuro che persiste ancora nel presente o un futuro oramai finito nel presente
    E vorrei sapere se il futuro nel passato si può dire anche col condizionaale presente ad esempio mi chiedevo se verresti da me…
    Grazie in anticipo

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    • Allora, questa è difficile, vediamo se ci riesco.

      In che cosa consiste condizionale passato quando funge da futuro nel passato?
      Es: “Mi chiedevo se saresti venuto”: è una frase al passato, (ieri) mi chiedevo, se tu (di lì a poco, quindi futuro rispetto a quando ho cominciato a chiedermelo) saresti venuto.

      Poi nell’esempio che riporti tu: “Credevo che avresti giocato un’ottima partita”, avresti giocato è un condizionale proiettato nel futuro (credevo che di lì a poco avresti giocato un’ottima partita), ma tutta la frase è finita nel presente (adesso che la partita è finita, so per certo che hai giocato male). Avresti non è quindi un futuro, ma condizionale, che regala alla frase un senso proiettato nel futuro.

      Vorrei sapere se il futuro nel passato si può dire anche col condizionale presente?
      Sì, certo, proprio come ti ho illustrato negli esempi precedenti.

      E il futuro nel passato si può anche fare con congiuntivo imperfetto quando si sottolinea il dubbio?
      sì, ma più che il dubbio, si usa il congiuntivo imperfetto quando voglio dare alla frase un senso finito e concluso.
      Es: Credevo venissi, diverso da “Credevo saresti venuto”, che invece esprime ancora una certa possibilità (e quindi proiezione nel futuro).

      E’ un argomento difficile, perché si tratta davvero di sfumature quasi impercettibili.

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  12. Lucrezia mi potrebbe spiegare in che cosa consiste condizionale passato quando funge da futuro nel passato con esempi e spiegazioni?
    Poi vorrei sapere se è un futuro del tutto finito nel presente o se persiste ancora ora
    Ad esempio io credevo che avresti giocato la partita ecco questo futuro è oramai passato o persiste nel presente
    Quindi mi chiedevo se le mi potrebbe dire con esempi se è un futuro che persiste ancora nel presente o un futuro oramai finito nel presente
    E vorrei sapere se il futuro nel passato si può dire anche col condizionaale presente ad esempio mi chiedevo se verresti da me…
    Grazie in anticipo

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    • Allora, questa è difficile, vediamo se ci riesco.

      In che cosa consiste condizionale passato quando funge da futuro nel passato?
      Es: “Mi chiedevo se saresti venuto”: è una frase al passato, (ieri) mi chiedevo, se tu (di lì a poco, quindi futuro rispetto a quando ho cominciato a chiedermelo) saresti venuto.

      Poi nell’esempio che riporti tu: “Credevo che avresti giocato un’ottima partita”, avresti giocato è un condizionale proiettato nel futuro (credevo che di lì a poco avresti giocato un’ottima partita), ma tutta la frase è finita nel presente (adesso che la partita è finita, so per certo che hai giocato male). Avresti non è quindi un futuro, ma condizionale, che regala alla frase un senso proiettato nel futuro.

      Vorrei sapere se il futuro nel passato si può dire anche col condizionale presente?
      Sì, certo, proprio come ti ho illustrato negli esempi precedenti.

      E il futuro nel passato si può anche fare con congiuntivo imperfetto quando si sottolinea il dubbio?
      sì, ma più che il dubbio, si usa il congiuntivo imperfetto quando voglio dare alla frase un senso finito e concluso.
      Es: Credevo venissi, diverso da “Credevo saresti venuto”, che invece esprime ancora una certa possibilità (e quindi proiezione nel futuro).

      E’ un argomento difficile, perché si tratta davvero di sfumature quasi impercettibili.

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  13. Lucreziami potrebbe spiegare in che cosa consiste condizionale passato quando funge da futuro nel passato con esempi e spiegazioni?
    Poi vorrei sapere se è un futuro del tutto finito nel presente o se persiste ancora ora
    (Credevo che avresti giocato un’ottima partita, credo che sia un futuro del tutto finito nel presente o sbaglio?)oppure( mi domandavo se ti sarebbe piaciuto venire da me , ecco questo credo che non sia ancora finito nel presente )
    E vorrei sapere se il futuro nel passato si può dire anche col condizionaale presente ad esempio mi chiedevo se verresti da me…
    E se il futuro nel passato si può anche fare con congiuntivo imperfetto quando si sottolinea il dubbio
    Grazie in anticipo

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    • Allora, questa è difficile, vediamo se ci riesco.

      In che cosa consiste condizionale passato quando funge da futuro nel passato?
      Es: “Mi chiedevo se saresti venuto”: è una frase al passato, (ieri) mi chiedevo, se tu (di lì a poco, quindi futuro rispetto a quando ho cominciato a chiedermelo) saresti venuto.

      Poi nell’esempio che riporti tu: “Credevo che avresti giocato un’ottima partita”, avresti giocato è un condizionale proiettato nel futuro (credevo che di lì a poco avresti giocato un’ottima partita), ma tutta la frase è finita nel presente (adesso che la partita è finita, so per certo che hai giocato male). Avresti non è quindi un futuro, ma condizionale, che regala alla frase un senso proiettato nel futuro.

      Vorrei sapere se il futuro nel passato si può dire anche col condizionale presente?
      Sì, certo, proprio come ti ho illustrato negli esempi precedenti.

      E il futuro nel passato si può anche fare con congiuntivo imperfetto quando si sottolinea il dubbio?
      sì, ma più che il dubbio, si usa il congiuntivo imperfetto quando voglio dare alla frase un senso finito e concluso.
      Es: Credevo venissi, diverso da “Credevo saresti venuto”, che invece esprime ancora una certa possibilità (e quindi proiezione nel futuro).

      E’ un argomento difficile, perché si tratta davvero di sfumature quasi impercettibili.

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  14. Ciao, mi metto in coda a tutti e chiedo un consiglio anch’io..
    mi è stata contestata questa frase “..se non c’era lei, risparmiavamo…”
    con la correzione “..se non ci fosse stata, risparmiavamo..”
    Tu cosa ne pensi? Grazie

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    • Allora, la tua frase è un po’ cacofonica, ma non è sbagliata. Io non la utilizzerei, ma la grammatica italiana non ti bacchetta le mani. Il periodo ipotetico di primo tipo, quello della realtà, richiede infatti l’indicativo.

      Periodo ipotetico del primo tipo: realtà – certezza

      Si usa quando siamo certi delle conseguenze di qualcosa.

      Si forma con:

      indicativo presente + indicativo presente

      es:

      – Se cadi, ti rompi una gamba.

      – Se costa troppo, non lo compro.

      – Se mi chiami, non ti rispondo.

      indicativo futuro + indicativo futuro

      es:

      – Se non mangerai qualcosa, morirai di fame.

      – Se seguirai i tuoi sogni, farai molta strada.

      – Se non andrai a Roma, non vedrai il Colosseo!

      indicativo presente + indicativo futuro

      es:

      – Se non ti copri bene, prenderai freddo.

      – Se non studi, non saprai niente!

      – Se vieni tu, verrà anche Marco.

      indicativo presente + imperativo

      es:

      – Se hai voglia, chiamami.

      – Se sei arrabbiato, calmati!

      – Se non ti va, non mangiare.

      tutto chiaro?

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      • Grazie della risposta.
        Ma non è un periodo ipotetico misto?
        Non si dovrebbe usare un congiuntivo trapassato + condizionale?
        Allora andrebbe bene dire anche “se non c’era la finestra aperta,entrava meno freddo”?
        Anche se in questo caso suona molto male anche a me perché d’istinto direi “se nn ci fosse stata la finestra aperta,sarebbe entrato meno freddo”

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      • Sì giusto, è un periodo ipotetico misto: nella protasi il verbo è al congiuntivo e nell’apodosi all’indicativo, o come in questo caso, nella protasi all’indicativo e nell’apodosi al condizionale. Come raccomanda la treccani, Si tratta però di uso comune nel parlato, ma da evitare nell’uso scritto.

        “Se non c’era la finestra aperta, entrava il freddo” suona malissimo, perché non è un periodo ipotetico di primo tipo, quello della realtà, ma forse più di secondo tipo, quello della possibilità.

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      • Però effettivamente è come il primo esempio che hai riportato.
        Se non ci fosse stata lei avremmo risparmiato, sì sì dice così. Non è un periodo di primo tipo ma di secondo.
        Mi correggo! 😛

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      • Ti riporto quello che dice la Treccani:

        Nella lingua parlata è molto comune l’uso dell’➔imperfetto indicativo sia nella protasi, sia nell’apodosi del periodo ipotetico dell’irrealtà nel passato, al posto di congiuntivo imperfetto e condizionale

        Se me lo dicevi per tempo, venivo anch’io alla tua festa

        L’uso di questa forma è sconsigliabile, almeno nella lingua scritta, anche se vanta attestazioni già nell’italiano antico

        se potuto aveste veder tutto, /mestier non era parturir Maria (D. Alighieri, Purgatorio)

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  15. Ciao Lucrezia è sbagliato: Adesso la gente fa polemica su dove si trovano i pokemon come se esistono davvero? Aspetto una tua risposta urgente

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  16. E se vogliamo dirla tutta, esiste, seppur in forma arcaica, ma comunque giusta da un punto di vista rigorosamente grammaticale, il se ipotetico seguito dal condizionale nel momento in cui si vuole sottolineare la volontarietà di non fare l’azione espressa nella protasi. L’esempio classico è quello di Galilei espresso nel “Grande dizionario della lingua italiana <>. Quel “se alcuna cosa mi gusterebbe” indica che per nostra volontà non ci gusta niente. E questo vale anche per altre cose. Ma sono casi estremamente rari e complessi.

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  17. Cara Lucrezia,
    mi è stata contestata questa frase apposta ad una relazione di lavoro.

    “In conclusione, a parere dello scrivente la vicenda è persino banale. L’addetto alla vigilanza ha segnalato in forma scritta quanto rilevato in mattinata all’atto di entrare nello stabile. Se, invece, avrebbe dovuto segnalarlo* ai suoi superiori anziché allo scrivente è un problema non di quest’agenzia. Comunque….”

    * Sottinteso: se aveva l’obbligo di segnalarlo ai suoi superiori …..

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    • Dallo stralcio che mi hai postato il sottinteso è fin troppo sottinteso. Nel senso che leggendo così, è chiaro che quel “Se (, invece,) io lo attribuisca all'”avrebbe dovuto” che segue, e quindi stride.

      Diciamo che sarebbe stato meglio – vista peraltro un’assenza di cacofonia – ripetere il sottinteso.
      Non siate avari di parole, che poi a passar da analfabeti è un attimo!!

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  18. Salve Lucrezia,
    Fa rabbia perché il Napoli sarebbe stato molto più competitivo se il Tirchio “avesse” fatto almeno un acquisto soddisfacente.
    O
    Fa rabbia perché il Napoli sarebbe
    stato molto più competitivo se il Tirchio “avrebbe” fatto almeno un acquisto soddisfacente.

    Quale ti risulta corretta??
    Grz per la risposta

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    • Ovviamente “se AVESSE fatto”. È un normale periodo ipotetico: Se avesse…avrebbe. Qui non c’è alcuna domanda indiretta ( che è invece il caso esposto nel post) che avrebbe, nel caso, giustificato un condizionale.
      Tipo: chissà SE SAREBBE stato un Napoli Migliore nel caso in cui il tirchio avesse fatto qualche acquisto soddisfacente…
      In questo ultimo caso ti stai ponendo una domanda, indiretta perché non stai ponendo una vero e proprio interrogativo, con punto interrogativo, ma è quasi una sorta di ragionamento.
      Il tuo caso invece è un’affermaIone bella e buona.
      Spero di essere stata chiara.

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  19. ecco nel senso, che la frase che ti ho citato era proprio formulata come ipotesi. Come dire supponendo di rifare gli esami ….. ecc. (non so se mi sono espresso bene)

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    • eh, ma l’ipotesi si esprime con un periodo ipotetico: SE+Congiuntivo, non con il condizionale.

      il post in cui dico che il se + condizionale esiste sono solo ed esclusivamente i casi in cui c’è un’interrogativa indiretta. (tipo, esempio: chissà se, dopo quello che ti è successo, rifaresti mai un’esperienza del genere).

      Quella che hai posto tu è semplicemente un errore.

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  20. Ciao Lucrezia….. si puo dire “Magari potessi dire che avessi fatto tutto giusto” ??? O si deve dire per forza “Magari potessi dire di avere fatto tutto giusto “??

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  21. Ciao, ho un dubbio riguardo la seguente frase:” come se potessi mai farti del male”.

    Secondo me è giusta così dato che si tratta di um se ipotetico, ma sono stata corretta, che avrei dovuto dire “se potrei”..

    Come si dice correttamente? Quale delle due e giusta ?

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    • Ad orecchio anche a me suona molto bene “come se potessi”, ma è corretto anche “come se potrei”. Con il condizionale è un’ interrogativa indiretta, indiretta che se trasformata in diretta sarebbe “potrei forse mai farti del male?”. Usando il congiuntivo si dà invece un’idea di impossibilità assoluta. Concludendo, io direi come se potessi mai farti del male, ma sono esatte entrambe, seppur con sfumature diverse.

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  22. E giusto usare l’imperfetto dopo ” ammettiamo che o t’immagina che ?

    Tipo: “ammettiamo che fossi ricco, come spenderesti i soldi?”

    O pure : ” T’immagini che( la macchina) fosse tua?”

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  23. Ciao Lucrezia , ho una scomessa in ballo quindi spero di avere raggione..

    La scomessa riguarda la seguente frase ;” come se ci sarebbe qualcosa che mi farebbe stare meglio” o ” come se ci fosse qualcosa che mi facesse stare meglio”.
    Io penso che sia giusto dirlo sia con il condizionale che con il congiuntivo con due sfumature di significato diverse . Cioè, con il condizionale diventa una interrogativa indiretta, invece con il congiuntivo si toglie qualsiasi eventualità di esistenza a qualcosa che possa farlo stare bene . Giusto? O mi sbaglio di brutto😂?

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    • Mi spiace deluderti, ma hai perso la scommessa! Almeno per una buona metà.
      “Come se” introduce Una comparativa ipotetica, quindi vuole il congiuntivo.

      Poi la differenza che fai tu ci può stare, ma nella principale ci va comunque il congiuntivo.
      Quindi sarà:
      Come se ci fosse qualcosa che possa aiutarmi (possa e non potesse è questione di consecutio temporum, come se ci fosse stato( a quel tempo) qualcosa che potesse aiutarmi (a quel tempo), come si ci fosse qualcosa (ora) che possa aiutarmi (ora).
      Ma continuiamo con la tua domanda.
      Come se ci fosse qualcosa che possa aiutarmi dà l’idea di impossibilità.
      Non c’è nulla che può aiutarmi.

      Come se ci fosse qualcosa che potrebbe aiutarmi, dà invece un’idea di una maggiore probabilità, e ha una sfumatura di interrogativa indiretta.

      Senti in me una sensazione Come se ci fosse qualcosa che potrebbe aiutarmi—-> c’è qualcosa che potrebbe aiutarmi?

      Sono stata abbastanza chiara?

      P.s. “Ragione” si scrive con una sola G!

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  24. Ah ok .. però , “come se farei mai del male a qualcuno ” è una interrogativa indiretta.
    Quindi pensavo che andasse bene anche in questo caso ..
    Vabbè mi so sbagliato e mi costa una cena adesso 😕.. cmq grazie mille sei stata chiarissima

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    • È davvero una questione di sfumature…! Sfumature che si apprendono con un uso è uno studio intelligente della lingua…!
      Come se farei mai del male a qualcuno è un’interrogativa indiretta. Pensi davvero che Farei mai del male a qualcuno?
      “Come se ci sarebbe (fosse) qualcosa che mi farebbe star meglio” non è un’interrogativa: la frase non esprime una domanda non posta (interrogativa indiretta), ma un pensiero, quasi una rassegnazione…non c’è nulla che potrebbe farmi stare meglio.

      Sfumature anche difficili da spiegare…

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  25. Cmq un’altro dubbio ce l’avrei .
    Normalmente le frasi che esprimono desiderio o piacere vogliono il congiuntivo, e se indrodotte da un verbo al passato , quello imperfetto o trapassato.
    Ma nella frase ” mi è piaciuto” o “mi piaceva che ” , mi suona strano.
    Tipo : ” mi piaceva che tu mi dicessi ti amo”.

    Quindi le frasi introdotte da “mi è piaciuto” o “mi piaceva che” vogliono il congiuntivo? E se si , quale?

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    • Si vogliono il congiuntivo tutte quelle frasi che esprimono piacere, speranza, pensieri, sentimenti… e vanno coniugati secondo consecutio temporum:

      Mi piace (ora) che tu faccia (ora)
      Mi piace (ora) che tu abbia fatto (ieri)
      Mi piaceva (allora) che tu facessi (allora)
      Mi sarebbe piaciuto (allora) che tu facessi(allora): azione irrealizzata
      Potrebbe piacermi che tu facessi/ che tu faccia (futuro).

      chiaro?

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    • Il congiuntivo passato esprime un’azione finita:
      Mi è piaciuto che tu abbia avuto quell’uscita così sarcastica.

      L’imperfetto invece esprime un’azione continuativa, che si è protratta per un certo periodo di tempo:

      Mi è piaciuto che tu gli dicessi no tutte le volte.

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  26. La frase: come se non ti picerebbe ” si può vedere come interrogativa indiretta ?
    Tipo ” come se non ti piacerebbe (qualora avessi l’opportunità “. )?

    E se dico , “come se non ti piacesse”, cambia significato giusto?
    Tipo dai non fare finta che a te non piaccia .

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    • Quel che dici è esatto, anche se non sono certa sia un’interrogativa indiretta la prima. Ti lascio comunqu questo stralcio preso da un altro blog, potrebbe esserti utile.

      (1) Come se quel gesto avesse cambiato le cose [= quel gesto è stato compiuto e non ha cambiato le cose]
      (2) Come se quel gesto avrebbe cambiato le cose [= quel gesto non è stato compiuto, ma anche se fosse stato compiuto, probabilmente non avrebbe cambiato le cose]
      (3) Come se avesse capito qualcosa [= non ha capito nulla]
      (4) Come se avrebbe capito qualcosa [= non avrebbe capito nulla neanche se glielo avessi spiegato]

      Il condizionale composto qui esprime l’improbabilità del verificarsi di un fatto, mentre il congiuntivo trapassato àncora il fatto nell’impossibilità di verificarsi perché sono trascorse le condizioni che l’avrebbero eventualmente consentito.

      Col condizionale composto, come se assume, mi pare, il valore di figuriamoci se.
      _________________

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  27. Ciao Lucrezia, vorrei sapere se è giusta o meno questa frase: “chissa’ se l’avrei mai ascoltata senza che tu me l’avessi fatta sentire”. Grazie.

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  28. Grazie mi sei stata molto d’aiuto…

    Un’altra domanda ce l’avrei .
    Spesso sento dire ” ci fosse una volta che mi darebbe ragione “, non so, mi suona male quel indicativo . Io penso che questa frase sottintenda , ” sarei contenta” se ci fosse una volta che mi desse ragione. Quindi io direi : ” ci fosse una volta che mi desse ragione “.
    Ma non sono sicura, quindi chiedo a te quale regola qui va in vigore e quale delle due e corretta.

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    • Mi darebbe non è indicativo ma condizionale, ed è ovviamente sbagliato.
      Ci fosse che una volta che desse ragione, o proprio al massimo un più colloquiale “ci fosse una volta che mi dà ragione”!

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