L’inquilino del quinto piano. Quando i vicini di casa non li vedi, ma si fanno sentire.

citofonoSarà la zona residenziale, sarà il tipo di gente riservata ed educata, sarà che sono sfortunata io (o fortunata, dipende dai punti di vista), ma in un mese di residenza nel miominiloft non ho ancora incontrato uno straccio di vicino di casa che sia uno. Niente. Il deserto più assoluto.
Eppure lo stabile è abitato, ve lo giuro. E me ne hanno dato certezza porte sbattute, vociare per le scale e una festa tenuta qualche settimana fa da un branco di adolescenti urlanti che, chediolifulmini, hanno fatto tremare le pareti del miominiloft.  E le cose sono due: o so’ fantasmi, e io so’ Renato Pozzetto nella Casa Stregata, o  esistono davvero…
Fatto sta che non li incontro.

E pensare che mio padre – che per le prime settimane, causa lavori di ristrutturazione, ha abitato a casa mia con più frequenza di me – mi aveva raccontato di bei ragazzi, educati, gentili (e quasi sicuramente gay…perchè ‘ste fortune ve pare che capitino così, aggratise) incontrati per le scale…
C’avevo creduto, c’avevo sperato. Me pareva possibile.

E invece no.
Io – e lo dico seriamente – non so manco che faccia abbia la/il mia/o dirimpettaia/o.

In compenso, però, ho l’inquilino del quinto piano. Un incubo. Una situazione talmente paradossale che è quasi inquietante, e vi spiego perchè.
Il mercoledì, visti i miei orari di lavoro, è l’unico giorno della settimana in cui posso usufruire del famigerato pisolinopomeridiano. Una goduria senza precedenti, quasi un bagno in una vasca piena di Nutella, un massaggio a quattro mani. Un orgasmo multiplo.

Vabbè, ‘na cosetta carina…

Ebbene, ogni santo mercoledì che dio ha creato – e che io passo a casamia – intorno alle 15 (e quindi in piena fase rem, di quelle che non sai manco più chi sei, ‘ndostai, e perchè…) l’inquilinodelquintopiano mi citofona. Droooooon. Così, come fossi la madre, la sorella o la nonna. E mi fa: “Sono l’inquilinodelquintopiano, mi apre per favore?”.

Allora. Famo a capisse.

La voce sembrerebbe quella di un ragazzino, vi direi una quindicina d’anni, e dato l’orario è probabile che il giovin donzello, alle 15, sia di ritorno da scuola.

Epperò, santiddibenedetto:
Possibile che non abbia le chiavi di casa?
Possibile che lo lascino a casa da solo, e senza chiavi?
Possibile che se le scordi soltanto e  tutti i santi mercoledì?
Possibile che citofoni a me soltanto il mercoledì? (E a questo dubbio non v’è risposta, visto che gli altri giorni non ci sono…) 
Possibile che ‘sto regazzino sia costretto a citofonare random tipo postino?

No, dico, madreepadredelquintopiano, je lo volemo fa’ ‘sto doppione de chiavi a ‘sto regazzino o dobbiamo aspettare che rompa i bulloni a tutto er palazzo?!

 

p.s. Devo ricordarmi di contare i piani dello stabile, perchè secondo me so’  quattro…

 

 

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2 pensieri su “L’inquilino del quinto piano. Quando i vicini di casa non li vedi, ma si fanno sentire.

  1. AHAHAHAHAHAHA
    Adoro il tuo stile di scrittura; con il tuo blog mi hai fatto trascorrere un’ora di puro piacere. L’ho scoperto per caso e qui mi son fermato. Grazie!

    Mi piace

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