Quando i sogni non si realizzano. Il coraggio di dire “io me ne vado”.

reset1Oggi voglio dedicare un pensiero – e un applauso – a tutte quelle donne capaci di prendere grandi decisioni sull’amore. Quelle che d’un tratto si rendono conto che il solito abbraccio è diventato una gabbia, e che, bene che vada, diventerà una grotta, un loculo. La loro tomba. Non in senso stretto, no. Per tomba intendo la morte della loro vitalità, delle loro emozioni. Dei loro sogni. Di tutte quelle ragioni che fino ad allora le aveva tenute legate a un uomo, spinte verso il domani.
A quelle che quando si accorgono che non c’è più nulla da fare si ritirano. Fanno baracche&burattini e lasciano il nido, piene di tutte quelle incertezze che scaturiscono dall’abbandonare un porto sicuro. Ma forti, e consapevoli, che potrà soltanto andare meglio.

Una follia, per molti uomini (ma per chi la subisce in generale). L’estrema decisione dopo chiacchiere, tentativi e silenzi, per le donne. Chè alla fine anche noi ci stanchiamo di parlare, di lanciare segnali, di capire e comprendere.
Un atto di coraggio vero e proprio, perchè le donne – alcune donne, solo alcune, purtroppo – sanno “dar di matto” anche quando sono ancora innamorate. O se non proprio innamorate, ancora amanti (inteso come participio presente). Ed è questo l’atto di coraggio.
A differenza di alcuni uomini, che lasciano un nido solo dopo essersene costruito un altro pronto ad accoglierli, le donne  – ma anche qui, soltanto alcune – riescono a fare il salto nel buio anche senza paracadute. Come kamikaze imbottite di esplosivo si lanciano verso la solitudine, il vuoto, l’incertezza pura. Ed è questo l’atto di coraggio.
Rendersi conto che un futuro non ci sarà, e se pure ci fosse sarebbe comunque diverso da quello sognato, e, anzichè incaponirsi e continuare nonostante tutto, alzano la testa e dicono basta. Basta a una vita che non le soddisfa più.

E non servono i figli per far questo. Anzi, spesso quando ci sono i figli è già troppo tardi. Il coraggio è farlo ancor prima che scorrano i titoli di coda, ancor prima di vedere l’ultima scena. Quando tutto potrebbe ancora accadere, ma quasi sicuramente non accadrà. Perchè non ci sono i presupposti, le basi. La voglia. O perchè quel che potrebbe accadere accadrà comunque troppo tardi, quando la magia sarà finita. Quando probabilmente succederà per inerzia, non per volontà.
Donne coraggio che sanno ribellarsi a quelle storie che vanno avanti da anni, trascinate a fatica, a volte sostenute dalle famiglie, altre protratte nel tempo perchè “è così che deve andare”, perchè “da sola non so stare”, o perchè “alla fine è giusto così”. Giusto per chi poi non si sa. A storie che, vuoi o non vuoi, prima o poi andranno comunque a rotoli, per tradimenti, insofferenze, cattiverie di vario genere.

A storie a cui forse sarebbe stato meglio porre un freno prima. Molto prima…ad averne avuto il coraggio!

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