Si fa presto a dire “scrittore”…”!

imageA breve su Raitre partirá un talent show dedicato agli scrittori. Eh sí, perché noi italiani una volta volevamo fare tutti le veline e i calciatori, poi i tronisti, i cantanti, gli imprenditori ( ricorderó sempre un tipo che qualche anno fa mi si presentó come “imprenditore”. “Ah, in che campo? – chiesi, con gli occhi che mi brillavano giá – “Ho un’autofficina – rispose lui. -_-).
Notizie dell’ultima ora dicono invece che fare lo scrittore di questi tempi faccia piuttosto figo: un misto tra l’intellettuale e l’impegnato, con quel non so che di maledetto!! Almeno nell’immaginario comune.“É giornalista e scrittore”, “avvocato e scrittore”, oppure “blogger e scrittore”…eh, sí, non c’é niente da fare, quella parolina magica aggiunge un quid di charmant  che rende sexy pure “cassamortaro e scrittore”!!!
E pare che per essere definito tale bastino soltanto un paio di pubblicazioni (perché la prima puó essere un caso, ma la seconda fa giá mestiere), ma si fa presto a dire scrittore! Gli scrittori una volta erano Manzoni, Verga, Pasolini, santocieloffuscato! Ma ve lo siete forse dimenticato??! Ma tant’è.
Colta da un inspiegabile moto patriottico, questi giorni ho deciso di votare le mie vacanze alla lettura di un paio di romanzetti rosa scritti da una blogger italiana, Daniela Farnese. Blogger e scrittrice, per l’appunto.
Non intendo giudicare la sua attivitá di blogger, visto peraltro che non ho mai visitato la sua creatura, ma posso dire con una certa sicurezza – non foss’altro che di romanzetti del genere ne ho letti a iosa- che i suoi possono essere scelti come titoli di testo in qualsivoglia corso di scrittura creativa per dimostrare come non si debba assolutamente scrivere un romanzo.
Due i titoli: “Via Chanel n.5” e l’attesissimo (ma da chi, poi…) seguito “I love Chanel”. Si, so cosa state per dirmi: ma come hai fatto a regalarle quei 5,90€, e cosa diavolo ti aspettavi di trovare in un romanzo che si chiama come la figlia della tonica coppia Totti-Blasi?! E avete ragione. Ma d’estate, non mi vergogno ad ammetterlo, mi piace abbandonarmi a letture leggere, romantiche, sdolcinate e un po’ sceme. Ma c’é un limite a tutto, santiddioaccalorato!!
Del genere romanzo rosa-cretinetti esistono infatti titoli simpatici e ben scritti, giá pronti per diventare sceneggiature da filmetto seratatradonne. Roba che fa sorridere, e, in qualche raro caso, anche ridere di gusto.
In quelle seicento e passa pagine la Farnese é invece risucita a raccogliere un’infinitá di banalitá, ovvietá e cretinate che Rocco Casalino, a confronto, è un capoufficiostampa da Premio Pulitzer! Roba come: “amore ardente”, “fissazione morbosa”, “perdermi nell’azzurro dei tuoi occhi”. O periodi un po’ più impegnati come: “Io stessa credevo che sarebbe stato facile avere una relazione con l’uomo che avevo aspettato per tutta la vita, invece stavo imparando che amare é un’avventura bella, ma impegnativa”. Uh-la-la che scoperta, miacaraMarieCuriedenoantri!!
Ora, il discorso non è come e perchè perdere la faccia con un paio di romanzetti del genere, perché per soldi e fama, nella storia, si sono commessi i crimini più scellerati, ma come cribbio hai fatto a farteli pubblicare?!?? Cosa hai dato via, un rene, un polmone…il cervello?!
Perché é vero che ci sono case editrici disposte a pubblicare qualsiasi cosa dietro pagamento, é vero che ci sono personaggi disposti a spendere migliaia di euro per vedersi scritta la parolina scrittore dopo il nome, ma insomma!!
Per non parlare poi di quanti si vantano di aver scritto libri (perché oggi un libro é come il pane una volta: non si nega davvero a nessuno) e poi leggi i loro status su Facebook e ti verrebbe voglia di soffocarli riempendogli la bocca con le pagine del Garzanti. Le regole di grammatica, cribbio, le regoleeee!!!! Io capisco che poi il vostro capolavoro passa per le mani di un editor, ma visto che ne ho di amici che fanno gli editor, ve lo dico: vi augurano morte lenta e dolorosa una riga sí e l’altra pure!

A farmi ancora piú rabbia in tutta questa storia dei faciliromanzieri– sará perché mi sono fatta fregare come una cretina qualunque – quelle scritte che la casa editrice appone sul libro per invogliarne l’acquisto: “Il suo stile ha conquistato tutte”, “La sua classe ha scalato le classifiche”, “Dopo il bestsellers (!!!!!) Via Chanel n.5 ritorna l’autrice più alla moda dell’anno”. Ha conquistato tutte. Ma tutte chi?! Tutte quelle sottoposte a lobotomizzazione del cervello, forse!
E ciliegina sulla torta del raggiro, i commenti dei giornalisti del settore…Colleghiiiiii, ma vi siete forse bevuti il cervello??!! Pure a voi, quanto v’hanno pagato per dimenticarvi quali sono gli ingredienti, e le regole, di un buon romanzo?!?!

L’unica spiegazione che mi do é che, come me, in tante siano rimaste vittime del packing, e di altrettanti romanzi del genere che oltre Manica hanno invece reso celebre Sophie Kinsella e la sua saga sullo shopping, ma che noi italiani, rassegnamoci, non siamo in grado di scrivere. Noi sempre così lugubri, impegnatiperforza, figli del depresso Leopardi, pregni di realismo, neorealismo e postrealismo. Incapaci non soltanto di scriverne, ma finanche di trovare una via di mezzo tra il Cinepanettone e La Piovra.

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