Complottisti e razzismofobi di tutto il mondo, fatela finita (e fateve ‘na vita, soprattutto).

imagesCANEIENEVe la dico così, come me la sento (rischiando, lo so, di essere impopolare): avete veramente rotto gli zebedei con questi falsi razzismi destacippalippa. Basta! Basta perchè sono inutili, basta perchè non fanno bene a nessuno, e perchè ce n’è già tanto di quello vero, di razzismo, in giro, che aggiungere lacca alle parrucche di Platinette non serve proprio.
Ironia a parte, parlo seriamente. L’ultimo è il rocambolesco caso del numero di maglia scelto da Borriello (a proposito, che dio lo benedica quant’è…sano quel ragazzo lì !) per la prossima stagione in giallorosso. L’inspiegabile-ex-ragazzo di Belen  ha voluto che sulla schiena gli stampassero un bell’88. Un numero pieno, tondo, corposo…ma un numero qualsiasi, diciamolo – almeno per la maggior parte della popolazione mentalmente stabile. Per l’altra metà, invece – quella sempre a caccia di complotti, segreti, razzismi e omofobie inesistenti – quell’ottantotto lì non è altro che un inneggiamento nientedimeno che al Furer. Capito sì, con chi ci tocca dividere l’aria…!?!

Ed è inutile che il calciatore si sia sgolato a spiegare che l’88 è semplicemente l’anno di nascita di una persona a lui tanto cara. No. Per i complottisti destacippalippa è un chiaro, chiarisssssimo, riferimento a vossignoria Adolf Hiteler (roba che se non avessero tirato giù tutto ‘sto polverone non ci avrebbe fatto caso nessuno!). Perchè pare – e scusate l’ignoranza, ma io l’ho scoperto soltanto oggi- che l’88 sia un numero caro ai neonazisti, visto che l’ “H” è l’ottava lettera dell’alfabeto e “HH” sarebbe l’acronimo di  “Heil Hitler”. A questo punto ringrazio dio di essere nata nell’81, e proporrei l’incostituzionabilità – con conseguente interdizione dai pubblici uffici – di quanti sono venuti al mondo nel 1988, perchè sulle loro carte d’identità quello c’è scritto. Per non parlare poi dell’illegale Al Pacino e del suo “88 minuti”, che a questo punto rischia di diventare “5280 secondi”!

Facciamo i seri, io, ma soprattutto voi. E ragionate: ma ve pare a voi che Borriello, che insomma non credo abbia mai conseguito una laurea in filologia antica  e semiotica dei numeri primi applicati all’interazione motoria alla Bocconi di Milano, abbia potuto fare tutto ‘sto ragionamento contorto? Piuttosto, fate voi pace col cervello. Voi che vedete razzismo ovunque. Voi che dietro a una qualunque espressione verbale, leggermente rabbiosa, andate alla ricerca del significato intrinseco, volutamente celato e tenuto nascosto alle superficiali menti che popolano il mondo! Ma fatela finita, e fateve ‘na vita, soprattutto.

Allargando il discorso, me la prendo anche con quanti, dietro a un qualsiasi insulto rivolto ad una persona  considerata “socialmente debole” – e quindi stranieri, omosessuali e qualsivoglia “categoria protetta” –  vedono lo spettro del razzismo. E se quella persona, ancor prima di avere un colore di pelle più scuro, è una stronza, che faccio, evito di dirglielo perchè sennò vengono considerata una belva? E se mi sta sulle scatole, a prescindere dal suo colore, da chi si porta a letto, dalla sua religione, o da quello che si mangia a colazione, che faccio, devono farmela stare simpatica per forza? Prendiamo ad esempio Mario Balotelli. Tolti i versi scimmieschi con cui vengono accolte le sue cretinate in campo, avete mai preso in considerazione l’ipotesi che stia antipatico a prescindere, e che quindi chi lo insulta, lo avrebbe fatto anche fosse stato albino?
E perchè poi – e ‘sta cosa mi manda in bestia – lo stesso discorso non vale, per esempio, per alcune belle donne che popolano il Parlamento? Perchè se sei bella e fai un bel lavoro devi essere necessariamente una zoccola? Perchè se sei basso, ma sei soprattutto una persona colta e intelligente, chi ti odia può permettersi di chiamarti “nanodemmerda“? Che forse i nani abbiano meno bisogno di protezione rispetto a un bel negrone di 1.90 cm – di altezza – ?
Da che mondo e mondo, per colpire il nemico, ci si concentra sul suo punto più debole. Lo era al tempo di Achille, e lo è tutt’oggi. E se il tuo punto debole è qualcosa di socialmente riconosciuto, è chiaro che chi vuol ferirti mira lì. Ma non c’è nulla di razzista, illegale o anticostituzionale in questo, solo una buona dose di cinismo.

E dite quello che vi pare, ma il cinismo non è un reato.
In caso contrario, arrestatemi!

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3 pensieri su “Complottisti e razzismofobi di tutto il mondo, fatela finita (e fateve ‘na vita, soprattutto).

  1. Credo sia opportuno fare un distinguo; lasciamo perdere “lo scandalo” (dove??) di Borriello che è ridicolo (tra parentesi, avevo una ragazza nata l’8/8/88, chissà che orrore, allora!), sul razzismo, invece, vanno dette due parole.
    Balotelli è l’esempio più noto. Come giustamente si fa spesso notare, Balotelli è una testa di cazzo (per dirla in modo elegante) e il fatto che sia nero (pardon, di colore, non volevo essere politically scorrect!) non lo esonera dall’essere attaccato, in quanto, per l’appunto, testa di cazzo. Ma se io, per attaccarlo, sfrutto il particolare (cioè, l’essere di colore), sto compiendo un atto razzista. Anche se non sono una persona razzista. Ricordiamoci che Balotelli, agli esordi, veniva salutato con “non ci sono negri italiani”, per dire.
    Ma lasciamo perdere pure Balotelli; oggigiorno, si parla sempre più spesso degli insulti ai calciatori di colore, le proteste plateali (tipo l’abbandono del campo) eccetera. Ora, partendo dal presupposto che il tifoso calcistico è, generalmente, un idiota (e lo dice un tifoso, piacere, anzi forza Napoli), non credo che tutti quelli che, allo stadio, si mettono in mostra con ululati scimmieschi siano razzisti. Ma quell’atto che stanno compiendo è un atto razzista! Puoi attaccare un giocatore avversario in tanti modi (in realtà pure non essendo razzista sarebbe comunque un atto di malcostume, di volgarità…ma è troppo pretendere che il calcio diventi cavalleresco), ma se usi quello, quel particolare, stai compiendo un atto razzista.
    Che poi tale linea di pensiero dovrebbe essere estesa anche ad altri casi, è pacifico. Restando sul calcio, se le banane di saluto a Balotelli sono razziste devono esserlo anche i cartelli “benvenuto in Italia” che espongono alla mia gente (tiro l’acqua al mio mulino, pardon). Poi attaccami perché sono una testa di cazzo, se mi dimostro tale. Questo non è razzista, al limite sarà maleducato e basta. È tutto qui.

    Chiedo venia per esser stato verboso e prolisso.

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    • E’ razzismo – precisamente discriminazione sessuale – se dico che tutte le belle donne che guadagnano tanto sono delle zoccole. E lo è allo stesso modo – discriminazione fisica – se dico che Brunetta è un nanodemmerda. Ma di questo non si lamenta nessuno, nessuno ne fa interrogazioni parlamentari. Se ne ricordano solo, forse, quando una donna viene uccisa…! E allora mi chiedo: a quando l’omicidio di un nano?! (con la speranza che i giornalisti ne dia poi notizia, precisando che l’individuo è stato ucciso perchè di altezza al di sotto della media nazionale…!)

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      • Sono d’accordo con la precisazione, è razzismo che “un nano sia una carogna di sicuro”, infatti anche io ho chiosato sostenendo che il ragionamento debba essere esteso anche ad altri campi, usando l’esempio calcistico per semplificare.

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