Legittima difesa o omicidio volontario? L’assurdo limite da non oltrepassare.

imagesCAAHG43OAlla vista della moglie legata, imbavagliata e con tre pistole puntate alla tempia non ha retto, e ha sparato. Doveva difendere la donna e la sua casa dalla furia di quegli uomini senza scrupoli. Uomini incappucciati, armati, che si erano intrufolati nella sua villa sulla Nomentana distruggendo la tranquillità familiare di una notte d’inizio estate, affamati di soldi, sazi di cattiveria. Un solo colpo e uno dei  rapinatori è stramazzato al suolo. Morto. Mentre gli altri hanno tentato la fuga.
Per il giudice delle indagini preliminari non si tratta di legittima difesa, ma di omicidio volontario. Come se l’imprenditore 81enne, quegli uomini, li avesse prima invitati a casa e poi fucilati. Come se quel trambusto, lui, se lo fosse andato a cercare. E’ un atto dovuto, dicono dalla Procura di Roma, per fornire agli investigatori i mezzi necessari alle indagini, ma quell’accusa pesante è comunque scritta nero su bianco.
Ad aggravare la posizione della vittima diventata carnefice l’illibata fedina penale dei tre rapinatori romeni. Gente perbene, fino a quella sera. Gente che al massimo si era macchiata di qualche schiaffone alla moglie e ai figli (reati in ambito familiare), qualche strattonata a carabinieri e poliziotti (resistenza a pubblico ufficiale) e per aver, a volerla far grave, portato a spasso qualche coltellaccio (porto abusivo di armi non da fuoco), manco fosse stato un kalashnikov…
Non solo. Nella loro casa presa in affitto senza neanche uno straccio di contratto, i carabinieri del Nucleo Investigativo non hanno trovato un bel niente. Nulla. Nè una collanina d’oro, né un cellulare rubato. Non c’erano nemmeno le pistole che l’imprenditore sostiene di aver visto puntate alla tempia della moglie. Gente perbene, dunque. Gente che finché c’era stato lavoro si era barcamenata tra un cantiere edile e l’altro, ma che, visto che la crisi ha colpito il settore come una mannaia il collo di un condannato a morte, ha cercato di sopravvivere come meglio credeva. A discapito degli altri, seminando terrore.  Gente che – e a questo punto verrebbe da pensare che si sia trattato soltanto di un colpo di testa – una sera ha deciso di scavalcare il confine di una villa, intrufolarsi dentro, ignorare i quattro colpi sparati dall’uomo in aria a mo’ di avvertimento, afferrare una donna, imbavagliarla, legarla e minacciarla. Ma si tratta sempre di gente perbene, per carità.
Il cattivo invece è l’imprenditore. Lui che una volta sentito l’allarme scattare, anziché assicurarsi prima di quanto stesse succedendo al piano di sotto, ha impugnato l’arma (regolarmente denunciata) e ha fatto fuoco. Manco si trovasse al poligono di tiro. Troppa audacia, caro signore. Non solo. Non ha mantenuto il sangue freddo neanche quando – a detta sua – ha visto la moglie in quelle condizioni. Sbagliato. Secondo il gip, almeno. Che forse avrebbe preferito che l’81enne affrontasse i tre rapinatori – età media 36 anni – con una mossa di karate.
Ma non è ancora detta l’ultima parola. Gli investigatori stanno infatti studiando la traiettoria del colpo. Qualora la perizia balistica dovesse stabilire però che il rapinatore è stato colpito di spalle – e quindi sulla via di fuga, o senza che vi fosse un reale pericolo per l’imprenditore – o che i proiettili esplosi sono stati più di uno, l’81enne non avrebbe scampo: sarebbe imputato per omicidio volontario. Che poi il rapinatore si trovasse illegittimamente in quella casa, armato forse, incappucciato e avesse legato la donna, poco conta.
Ma i paradossi non sono finiti qui. Se venisse infatti accusato di omicidio volontario, l’uomo rischierebbe, in sede processuale, una condanna uguale, se non più alta, a quella dei due rapinatori, ora accusati di rapina aggravata e sequestro di persona.
A suo vantaggio avrebbe soltanto l’età. Magra come consolazione, certo, ma a 81 anni nessun giudice – pur volendo – potrebbe condannarlo alla reclusione in carcere.

(Pubblicato su “L’Ariete” – free press romana – dal 23 luglio)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...