No, donne, l’acido in faccia è una carognata!

acidoUna volta le donne uccidevano col veleno. Qualche goccia mischiata alla carne e il poveretto stirava le zampette nel giro di qualche minuto. Quelle più ciniche protraevano l’agonia per qualche mese.  Ma al malcapitato poteva sempre succedere di accorgersi in tempo dell’agguato in corso, e salvarsi. Poi  è stata la volta delle donne stalker, di quelle che pedinano, disturbano, minacciano, di quelle che nei casi più estremi arrivano persino a tagliuzzare l’intero guardaroba della vittima, a distruggergli la macchina. Azioni cattive, per carità, ma comunque innocue. Almeno per la salute fisica (meno per quella psichica: chiunque impazzirebbe davanti a una decina di jeans fatti a striscioline!).

Oggi invece – sarà forse per colpa di questa famigerata parità tra i sessi – le donne hanno preso ad imitare una pratica prettamente islamica e maschile, e quindi quando si incacchiano… tirano l’acido. Così. Passano e lanciano secchiate di acido muriatico come fosse acqua, quando non ingaggiano addirittura un sicario che lo faccia al posto loro. Perchè la donna è acuta, perfida, diabolica, ma è fisicamente debole. Decisamente debole. E allora aguzza l’ingegno e si attrezza, e quando lo fa sceglie quasi sempre armi che non implichino vicinanza,  contatto fisico (perchè altrimenti verrebbe annientata e vinta). Ecco quindi il veleno anzichè un coltello, l’acido al posto di un pugno in faccia.

Non che io giustifichi l’assassinio, la tortura o lo stalking, ci mancherebbe. Capisco però che la rabbia  possa portare a commettere gesti inconsulti…A chi non è successo di fare scenate di gelosia, di tirare un calcio alla macchinina nuova del povero malcapitato, di stritolargli un braccio o graffiarlo?!  L’acido però è una carognata, signore mie. Un’infamia. La pià grossa infamia che si possa commettere (e lo stesso discorso vale ovviamente per gli uomini). Lo è perchè non dà scampo, perchè qualsiasi parte del corpo morda lascia segni indelebili. E’ una carognata perchè inganna la vittima, sulle prime pronta forse a ripararsi da una secchiata d’acqua. Ma che non è acqua se ne accorge un attimo dopo, quando è ormai troppo tardi, quando la morsa di fuoco infiamma la carne, la stringe, la scioglie. Come neve al sole. Quando qualsiasi cosa tocchi con quelle mani sporche di liquido trasparente, brucia, perde consistenza, si liquefa. Come un domino diabolico.

La coltellata fa male, certo, ma da una coltellata (soprattutto se data da una donna…) ci si può difendere. Ci si può anche riprendere. Lo stesso vale per il veleno: basta bloccarlo prima che mangi gli organi vitali. Ma dall’acido no. E non bastano cure, plastiche facciali, sedute psicologiche. Le ferite e la paura di vivere restano dentro, quelle sì incancellabili davvero.

L’acido è una carognata perchè passo, lo lancio e scappo. Come fanno i ragazzini con i citofoni il mercoledì notte. E’ una carognata perchè tirarlo addosso a qualcuno è semplice e veloce, e per chi lo fa non comporta praticamente alcun rischio: non richiede una strategia come il veleno, o la forza come una coltellata. E’ una carognata perchè difficilmente ti uccido, ma che ti distruggerò la vita è cosa certa. D’ora in poi, per te, lo specchio diventerà una tortura, gli occhi del mondo addosso una vergogna. E da un’infamia del genere io credo non ci si possa riprendere mai più.

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