In amor vince chi ha “visualizzato alle…” e non ha risposto. La gelosia ai tempi di WhatsApp.

wh0Se oggi non avete WhatsApp siete out. Degli sfigati in piena regola, tagliati fuori in un batter d’occhio da un mondo parallelo che scorre, vive e si evolve a vostra insaputa. Se non avete WhatsApp rischiate di morire senza che nessuno si accorga del vostro ultimo rantolo, perché nessuno a quel punto vi cercherà più, a nessuno verrà più in mente di chiamarvi per una cena, mandarvi un sms o un segnale di fumo. Nulla. Per il resto del mondo sarete dei cacchio di eremiti che hanno volutamente deciso di isolarsi. Ed è inutile che vi sentiate degli snob, attaccati ai vecchi metodi di comunicazione verbale, gestuale, vis a vis…per tutti gli altri, ve lo ripeto, non sarete altro che degli sfigati taccagni che non vogliono spendere due soldi per comprarsi un cavolo di smartphone con connessione illimitata.

Se invece WhatsApp ce l’avete, diventate scemi. D’un tratto un sms vi sembrerá riduttivo, una telefonata fuori luogo, una mail troppo formale. Chattare é divertente, ammettiamolo, e farlo dal cellulare ha tutto un altro sapore: è immediato, facile, alla portata di tutti, o comunque di molti. E poi, per i taccagni, ha quel quid che hanno soltanto le cose aggratise.

Però…c’é un però: WhatsApp crea dipendenza. E lo dico seriamente. D’un tratto, e spero ve ne siate resi conto pure voi, siamo diventati tutti schiavi di quella maledetta iconcina verde. Guardiamo e riguardiamo lo schermo, quasi senza manco rendercene conto, alla ricerca di quel telefonino verde speranzachequelqualcunocisicaghi…e se qualcuno – quel qualcuno – non lo fa é depressione!

Ed è qui che si innesca il vortice pericoloso. E’ a questo punto che WhatsApp diventa una minaccia per la nostra tranquillitá. Una pistola puntata alla tempia. Lo é perchè ha caratteristiche che possono trasformarci in stalker da manuale. Prendiamo ad esempio quell’ “ultimo accesso oggi alle…”. É roba da far uscir di testa pure Papa Francesco. Perchè, diciamolo, rendersi conto che  quel qualcuno si é collegato alle 2:34, quando noi lo avevamo salutato alle 22 e ci aveva  pure detto di essere stanco, é fonte di mille interrogativi. Il primo dei quali é: “Con chi cribbiodidiosantissimo stava chattando a quell’ora?”. Il colpevole – uomo o donna che sia – a quel punto colto in fallo, tenterá di farvi credere di aver semplicemente, e per sbaglio, toccato il telefono durante un attimo di sonnambulismo, e aver aperto l’app. E si sa che basta il semplice accesso – anche senza scrivere nulla – perché WhatsApp registri quel maledettissimo ultimo accesso. E si sa talmente tanto bene che ‘sta storiella qualcuno mi ha confessato di utilizzarla pure al contrario, ovvero, per far credere di aver fatto le ore piccole, o di aver chattato con chissá chi, entra, lascia la sua traccia silenziosa, e altrettanto silenzioso se ne va…! Triste, tristissimo, ma vero.

E perchè, quando ci accorgiamo di quell’ultimo accesso successivo alla nostra ultima frase, rimasta – che dio lo fulmini – senza risposta? Lì, il colpo entra in canna, pronto ad esplodere. Che poi fateci caso, succede sempre dopo la domanda X di tutta la conversazione, tipo: usciamo? ti manco? mi ami? Ed è a quel punto che ti accorgi che è come dice qualcuno: oggi, in amor vince chi “visualizza alle” e non risponde…!!! Almeno una volta, con gli sms, avevamo l’alibi del “forse non lo ha letto”, “forse non gli prende il cellulare”, o “potrebbe aver finito il credito”. Ora WhatsApp ci pone invece davanti alla più cruda realtá: se non ci risponde non è perchè gli si é scaricata la batterie, non è perché non ha campo, o perché ha perso tutte e cinque le dita. No. Se non ci risponde é perché non vuole risponderci. Facciamocene una ragione…!

Ma non è tutto, perchè il signor WhatsApp, nel creare il suo gioiellino milionario, ha voluto regalarci un’altra chicca diabolica: l’on line. Effettivo, reale. Talmente tanto reale che dura qualche secondo. E se nel frattempo non vediamo apparire pure il magico “sta scrivendo…” – che è fonte di gioia e curiosità, diciamolo – la rabbia monta, velocemente. Perchè è chiaro che se non sta scrivendo a noi, quel qualcuno è impegnato in un’altra conversazione. Un’altra che non siamo noi. Certo, è pur vero che – come già detto – on line vuol dire che è semplicemnete entrato nell’app. Ma insomma, non prendiamoci in giro da soli…

Detto questo, vorrei dire due paroline al signor WhatsApp. Allora mio caro signore, per evitare che la sua invenzione diventi fonte di litigi e gran rotture di bulloni, che ne dice di togliere ‘sto on line immediato? Che lo si faccia durare almeno un po’ di più, com’era su messenger… Oppure faccia un’altra bella cosa: aggiunga “on line. Sta scrivendo a (e il nome del tizio/a)”. Sapremo almeno sotto casa di chi andare a… staccare i fili del wifi!!!

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4 pensieri su “In amor vince chi ha “visualizzato alle…” e non ha risposto. La gelosia ai tempi di WhatsApp.

  1. L’ho lasciato…dopo 2 giorni di collegamento a quel maledetto what’s up…dice che era entrato per vedere se gli avevo risposto…dopo solo 3 minuti…quando c’è il fischio che segnala il ms…e l’icona che rimane…e poi ad um ms del tipi t.a cuoricino non risponde ma dopo 8 minuti on line…a fare cosa ? e poi dopo altri 15 di nuovo on line…a me non risponde…roba da farti uscire di testa…pensare di essere stata ingannata…mi ha fatto sbroccare…meglio la sincerità no…invece continua a negare a giurare su parenti morti….datemi un consiglio…mi ero innamorata…help

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