Quindici fratelli, due genitori, 122 euro e 6mq a testa. E’ davvero così bello vivere in una superfamiglia?

The-Sound-of-Music-the-sound-of-music-13691757-1028-772Non ci si crede. In un’epoca in cui, per colpa della crisi, in casa si centellinano pure i  rotoli della carta igienica, in cui un figlio è una gioia, ma senza se sta meglio, e arrivare a fine mese è diventato difficile come far perdere peso a Platinette,  ci sono ancora famigliole che sfornano figli come fossero pizzette. Come fanno i conigli. O come facevano i nostri bisnonni negli anni ’30, quando la tv non c’era e la prole non era altro che braccia per lavorare la terra. Oggi però la televisione c’è – fa pena, ma c’è – e non si capisce quindi come si possano partorire 10, 15, 16 figli. Come hanno fatto Aurelio e Rita di Catanzaro: l’ultima, la più piccina, sta per nascere, e per la mamma sarà il sedicesimo travaglio. Il sedicesimo.

Altruismo o Egoismo?

Difficile dirlo. Prima di rispondere vi fornisco qualche altro numerino. La casa, innazitutto. La dolce combriccola pare viva (stipata) in un appartamento di 110 mq.  Che divisi per 16 figli e 2 genitori fa  6,1 mq a testa. Ovvero una stanza 3×2 mt. E poi c’è chi si lamenta ancora del sovraffollamento nelle carceri?!  No dico, qui c’è gente che si autocondanna, in libertà, a vivere in sei metri quadrati a testa, e il Governo ha deciso di liberare i criminali sei mesi prima perchè in cella stanno stretti…?! Ah vabbè!! I soldi. Il papà di questa superfamiglia – unico lavoratore, perchè la moglie si è dovuta ritirare a lavorare in casa per ovvi motivi – guadagna 2200 euro al mese, comprensivi di assegni familiari. Ok, parliamone:  2200 euro divisi per i soliti 18 fanno 122 euro a testa, al mese. Centoventidue. Soltanto. Ordunque, se quest’uomo riesce a fare tanto con così poco, che lo si candidi al posto di Enricuccio Letta, ve prego!!! 

Sarcasmo a parte,  è chiaro che c’è qualcosa che non va. Perchè è oggettivamente impossibile mantenere una famiglia così numerosa con uno stipendio che – considerati abiti, cibo, sport, più qualche altra attività sociale o estrascolastica – può sfamare appena un nucleo di 4 persone (normali). E’  palese quindi – ma lo dicono senza indugi anche  i due genitori – che ci sono aiuti esterni. Aiuti che l’uomo indica poeticamente «nella Provvidenza», ma che io – in maniera assai più cruda e blasfema – vi invito ad individuare nella chiesa. Non il Vaticano, certo, ma le offerte della locale parrocchia sì. I due sono peraltro neocatecumenali, fanno quindi parte di una comunità religiosa piuttosto unita, che aiuta i suoi membri con donazioni et similia.

Nulla di male, per carità, ognuno con i propri zebedei ci fa quel che vuole, e se di anticoncezionali non ne vuol sentir manco parlare, amen. Io mi chiedo però se non sia pure egoismo. Loro ovviamente non lo ammetteranno mai, anzi andranno in giro recitando che avere una famiglia numerosa è bellissimo. I bambini  regalano sorrisi, gioie, sono un meraviglioso dono di Dio (manco li mandasse giù con un blocchetto di assegni in bianco). E poi in fondo, vale sempre la regola del “dove ce ne sta uno ce ne stanno pure sedici”, no? Ehhh, avoja…!!

Bello. Bellissimo. Per i genitori. Forse. Ma per i figli?! Per loro è davvero così bello la mattina litigarsi il bagno con altre 7/8 persone (perchè voglio essere positiva e pensare che abbiano almeno due bagni, uno per i maschi e uno per le femmine)? E’ così bello doversi vestire, oggi, con gli abiti che andavano una quindicina d’anni fa (perchè è chiaro che i panni si tramandano), o rinunciare a telefonini, computer, cene con gli amici?! E’ così bello dover sempre e comunque aver bisogno dell’aiuto degli altri? Non lo so. Non credo. 

E non sono qui a dubitare della loro felicità, sarebbe un discorso lungo e inutile, visto peraltro che ognuno è felice a modo suo. Dubito però che quei ragazzi possano condurre una vita socialmente equilibrata. Perchè non raccontiamoci baggianate, non è un telefonino regalato a un dodicenne a farlo felice, certo, ma non è neanche il dover  rinunciare sempre a una festicciola, a uno sport, a una semplicissima serata in pizzeria. Costretti per di più a studiare tra le urla dei fratellini più piccoli, a vivere stipati in ambienti stretti, e senza manco il potere di decidere cosa guardare in tv (non credio abbiano 16 tv). E’ ovvio – e non c’è manco bisogno di starlo a sottolineare – che l’opposto è anche peggio:  un figlio unico, viziato, andrebbe preso a randellate sulle gengive ogni fiottolo che emette, ma c’è un limite a tutto. E sedici mi pare piuttosto oltre, quel limite.

p.s. Senza contare poi il problema nomi: trovarne sedici bei nomi è difficile. Va a finire quindi che qualcuno si becca Felicita, Elia, o Benedetto…

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Un pensiero su “Quindici fratelli, due genitori, 122 euro e 6mq a testa. E’ davvero così bello vivere in una superfamiglia?

  1. lui l’ha spiegato chiaramente: sono ultracattolici, vergini fino al matrimonio e poi finalmente iniziano le danze. lo fanno senza contraccettivi, quindi, ogni volta che trombano, più o meno, nasce un figlio. trattasi di caso di puro egoismo di genitori fanatici che mettono al mondo figli per compiacere loro stessi. mi dispiace, ma non è un atto d’amore.

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