Quando la fiction esalta il male. Ora è guerra a Pupetta Maresca, ma ci siamo forse dimenticati di “Romanzo Criminale”…?.

romanzo_criminale21Il fronte anticamorra insorge e invita i telespettatori a non seguire la nuova fiction di Canale 5 (certo che per una volta che la tv, a giugno, ci propone qualcosa di nuovo… ) “Il coraggio e la passione”, l’apologia – più che la storia – di Pupetta Maresca, una delle prime donne simbolo del potere camorrista. Lei, che uccise il camorrista Antonio Esposito, ritenuto il killer di suo marito. Lei che, proveniente da una famiglia di mala, si legò successivamente a un altro sanguinario, Umberto Ammaturo (poi pentito), e in pochi anni inanellò, uno dopo l’altro, omicidi, frodi, truffe, usura, bancarotta… Lei che ne avrebbe di che nascondersi, ora è l’eroina di una fiction, che ne esalta aspetti che manco Santa Maria Goretti. E’ “una donna di cuore”, “anticonformista”, che «si ribella alle convenzioni e al maschilismo», recita il comunicato stampa. E di lei poco sapeva, è evidente, pure Manuela Arcuri, che non solo l’ha interpretata, ma con lei ora si fa pure ritrarre in foto da promo (non prentendevamo certo si fosse letta la sua vita o qualche giornale…anzi, il copione deve essere già stato troppo, però, insomma, un minimo di sensibilità verso i familiari delle vittime…).

Una protesta legittima, giusta. Talmente tanto sensata che mi chiedo come mai non sia venuto in mente a nessuno di farla quando in tv impazzava “Romanzo criminale, la serie”, apologia ed esaltazione della Banda della Magliana, potrebbe esserne il sottotitolo.

Per mesi giovani, e meno giovani (e il problema è proprio lì, perchè finchè viene lobomotizzata la mente di un adolescente, è (pericolosa) consuetudine, ma quando succede a un trentenne, o ultra trentenne, c’è ben poco da scherzare!) sono andati in giro “convinti” e fieri di assomigliare al Freddo, al Dandi, al Libanese o ar Bufalo. Per mesi criminali veri e criminaletti per finta  si sono fomentati ripetendo la dolce frasetta “Piamose Roma”,  come fosse uno slogan pubblicitario, o un grido pre-partita (a maggio del 2012, nel quartiere di Cinecittà, a Roma, venne arrestata una banda di spacciatori, la cui parola d’ordine era proprio “Piamose Roma e tutto er Colosseo”. http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/05/03/news/operazioni_antidroga_un_19enne_a_capo_dello_spaccio-34373264/), ignorando forse lo scompiglio, il sangue, il terrore, le lacrime e i bossoli sparsi per la Capitale tra gli anni ’70 e ’80.  A Roma qualcuno cominciò persino a produrre accendini e gadget con su stampate le facce dei vari personaggi…  La fiction faceva di loro personaggi  fighi, belli, ricchi, innamorati, potenti…perchè dunque non imitarli? Il potere della tv e l’emulazione, del resto, puntano proprio a quello: fornire figure vincenti, esaltandone doti e pregi. Che poi fossero pure dei delinquenti professionisti poco fa.

Stessa storia per il film su Vallanzasca, interpetato dallo sguardo blu fondo di mare di Kim Rossi Stuart. Io per prima, lo ammetto, ne sono rimasta affascinata, e di lui ho poi voluto leggere imprese e crimini – nel mio caso ha almeno avuto un effetto benefico, spingendomi alla conoscenza – ma in quanti hanno pensato di imitarne le gesta, convinti che, insieme alla pistola,  avrebbero impugnato pure il suo sguardo accattivante?!

Ma sono adulti, penserete voi, i bambini ‘ste cose non le guardano. E io sto esagerando. Vi sbagliate, vi dico io. E di grosso. Punto primo perchè, pur volendo riconoscere che di emuli pericolosi non ce ne sono poi stati così tanti, mi chiedo che bisogno ci sia di consegnare alla storia personaggi che di storico ed esaltante non hanno nulla. E perchè, soprattutto, tramandarne una figura così diversa dal reale? Punto secondo, che ci crediate o no, il potere emulativo che infonde la tv ha effetto su qualsiasi età, e putroppo ora non conta più neanche lo spessore sociale.  Ma da cosa credete che siano spinti quei migliaia di cretini che ogni anno si presentano ai provini del Grande Fratello, o a trasmissioni simili??

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