Se lei perdona chi l’ha quasi uccisa. Si fa presto a dire “cretina”…!

rosaria%20apreaL’ha presa a calci. Come non si fa manco con le bestie. Uno, due, dieci colpi sferrati tutti su quella pancia che soltanto un anno fa era un pancione con dentro la loro bambina. Poi l’ha abbondonata, senza manco sentirla guaire. Come non fanno manco le bestie. Lei è stata operata, i medici l’hanno ripresa per i capelli, salvata in extremis, ma le hanno dovuto strappar via la milza. A vent’anni.

Un pezzo di fianco, però, non è il cuore. E lei, il suo, di cuore, ce l’ha ancora piantato nel petto, che batte. E a vent’anni è quello l’importante. All’improvviso le cicatrici, il dolore, le lenzuola ruvide dell’ospedale non contano più nulla, non preoccupano. Quel che è giusto, a vent’anni e con una bimba ancora tutta da crescere,  è che quel muscolo continui a palpitare, e che lo faccia per lui, il padre di sua figlia, l’uomo dei suoi sogni – e dei suoi incubi – l’uomo che ora lei ha deciso di perdonare. Come forse fanno soltanto le bestiole. O le persone innamorate, e quelle malate – che poi in fondo è la stessa cosa.

Sì, è vero, è  inaudito che si possa continuare ad amare un uomo che ha tentato di ucciderti. E’ inaudito perchè se  non ci è riuscito oggi, è certo che ritenterà domani, o dopodomani. O dopodomani ancora. Ma prima o poi ce la farà, perchè è più forte, perchè è quel che vuole, perchè la tua carne sottile prima o poi cederà sotto quei colpi sporchi di rabbia. E’ inaudito, ma io
non mi sento di condannarla. Perdonatemi.

Non ce la faccio perchè l’amore è anche questo. L’amore è insano, malato, irrazionale. E se riesci a controllarlo, allora, credimi, non è amore. E’ affetto, simpatia, sintonia, empatia, chiamalo come ti pare, chiamalo con un altro nome, con il suo. Ma non “amore”, perché l’Amore un’altra cosa. L’Amore è quello che ti spinge a rivedere i tuoi piani, le tue convinzioni. L’Amore è quello che non vuoi perdere per nulla al mondo, e che per non perderlo fai di tutto. Finanche perdonare il tuo quasi assassino. E non c’entra nulla la dignità, l’amor proprio… Sono solo belle parole, che spesso pascolano nella bocca di chi per Amore non ha mai sofferto, di chi per sua fortuna  – o per comodo – ha sempre amato chi già lo amava. Potersi innamorare di chi vorremmo sarebbe stato il regalo più grande che dio potesse farci, e qualcuno, a dir la verità, con uno sforzo inaudito – ma mascherato – ce la fa pure.

Ma non va sempre tutto così liscio, mie care. A volte l’amore va cercato, guadagnato, rincorso…e non è vero che è meno autentico (anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, più è difficile, più è agognato e combattuto, e più è vero). No, l’amore non si misura dai gesti, e men che meno dalle parole. L’Amore si sente, si percepisce. Ed è qualcosa di talmente personale, cangiante, mutevole, che giudicare o racchiudere tutto in due o tre regolette da manuale è svilente.

E’ chiaro, questo è un caso estremo di amore malato, il più estremo. E se quella cara ragazza fosse mia sorella io la metterei in guardia: se ti picchia non ti ama.  E’ matematico, assodato, ovvio. Mollalo e mettiti in salvo prima che sia troppo tardi. Fallo per te, per tua figlia. Liberati dalle grinfie di una bestia che non merita pietà. Perché lui è una bestia, e della peggior specie. Perfido e codardo. Lui che all’indomani non ha avuto manco il coraggio di prendersi le sue responsabilitá, ma, anzi, é riuscito a dire: “Le ho dato qualche calcio, ma non ho fatto forte”, come se un calcio dato piano facesse meno male, come fosse normale.

Liberati, scappa, mia cara ragazza. Ecco cosa le direi. Ma ribadirle che è una cretina, una stupida perché non si rende conto della sua situazione, perchè vuole salvare la sua famiglia, darle una parvenza di normalità, credere ancora nell’uomo che si è scelta… ecco, io questo non riesco proprio a dirglielo. Perdonatemi.

p.s. Alla bestia  vorrei invece dire una cosuccia: forse non la notizia non ti è giunta, forse l’hai ignorata scientemente, ma tra un uomo e una donna c’è parità di intelletti, è stato scientificamente provato. Se quindi volete prendervi a botte, liberi – sono pur sempre dinamiche di coppia –  ma concedile almeno di dare qualche bel calcio in faccia pure a te, e col vantaggio, mi raccomando. Che a forza bruta, noi donnine, ahimè, scarseggiamo ancora…

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