Clio Make Up mi ha rovinata…

citazioni improbabili jokerIn principio era una pochette. Piccola, essenziale, di quelle comode da portarsi in viaggio. La tenevo sul mobiletto in bagno, accanto allo specchio, e dentro c’era tutto quello che mi serviva: una matita nera per gli occhi, una palette di tre ombretti, un fard, fondotinta, cipria, un lucidalabbra, le pinzette per le sopracciglia e un rimmel (che durava anni…).

Poi è arrivata Clio Make up…e il mondo è cambiato. La mia pochette è cambiata, è lievitata, si è moltiplicata, fino a diventare una coppia di splendide cassettiere plasticose… (con l’aggiunta di un barattolo di vetro pieno di pennelli e un paio di borsette qua è la, tanto per non farci mancare proprio nulla). E’ arrivata Clio e all’improvviso abbiamo scoperto il blush (sfigate noi che lo avevamo sempre chiamato soltanto fard), il primer (viso, occhi e labbra… perchè mica siam qui ad asciugare gli scogli col phon!), il gloss (fino ad allora banalmente detto “lucidalabbra”). E poi i pennelli. Tanti pennelli. Una miriade di pennelli...!!

Noi, che fino a quel momento avevamo fatto tutto con quei bastoncini duri e perituri che forniscono direttamente le case produttrici dentro all’ombretto – quando non con le dita, direttamente – abbiamo d’incanto appreso che ce n’era uno per ogni singolo punto del viso: uno per il fondotinta (che, diciamolo, avevamo sempre spalmato sulle guance con le mani, a mo’ di crema), uno a punta di penna per i tratti più decisi, quello grosso per la cipria, e quello invece un po’ più morbido e spelacchiato per il blush (ora mi rifiuto di chiamarlo fard, perdindirindina!). E’ arrivata lei  è abbiamo imparato che… che i pennelli andavano lavati!!! Sì, cribbio, lavati, come i capelli, come i panni, le mani…! E’ arrivata Clio – e il suo maledettissimo programma televisivo mandato in onda a reti unificate ogni due ore – e tutto d’un tratto abbiamo capito che, ahinoi, non eravamo altro che un branco di contadine finite per sbaglio in città! Una sorta di “pozzettiane” ragazze di campagna. Non c’era tempo da perdere: per essere cool, glam e chic toccava correre ai ripari. E toccava farlo subito.

E’ stato allora che il pellegrinaggio per profumerie, negozi monomarca e farmacie – con tanto di via crucis per i vari stand espositivi, e momento-confessione con le commesse – è diventata la mia principale attività di svago. D’un tratto sentivo l’esigenza di avere, non un ombretto, ma mille. Non una sola tonalità di marrone, ma tre o quattro, almeno (ognuno con la sua matita abbinata, ovviamente). D’un tratto ho preso a chiedermi come, come diavolo avevo potuto far a meno del primer, e del blush in crema?! Come avevo potuto ignorare tutti quei meravigliosi pennellini?!

Per mesi, però, siamo andate in giro mascherate da Joker, ammettiamolo! Convinte di truccarci come Clio, abbiamo fatto dei pasticci incredibili, ma ci sentivamo delle fighe pazzesche, e quello ci bastava.
Ora il momento folgorazione, deo gratias, è passato. II primer s’è seccato, i pennelli hanno fatto la fine dello spazzolino, e il rimmel si è trasformato un grumo nero e appiccicoso…!
Eppure io continuo ancora ad immaginare la scena di quandoinvitata da Clio a mostrare la mia trousse, entro in studio trascinandomi dietro un enorme trolley da viaggio…! 🙂

E ora rispondete al sondaggio:

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2 pensieri su “Clio Make Up mi ha rovinata…

  1. Pingback: Tu porta un rimmel nel bagaglio a mano e vedi cosa ti succede. Le mie perplessità sul niet ai liquidi. | Chiamatemi Lucrezia...

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