Mi spiace per voi, ma il mio papà è speciale.

PapaNon sono una che si abbandona alle smancerie, non in pubblico soprattutto. Ma oggi voglio fare un’eccezione per il mio papà.

Ebbene sì, io ho un papà speciale, uno che era moderno già 30 anni fa. Uno che quando i padri erano ancora uomini impettiti e scostanti, mi cambiava i pannolini e mi dava la pappa. Uno che la mattina si preoccupava di mettermi la Leocrema sulle guance e farmi il ciuccetto in testa. Mio padre, che non si è mai perso un istante della mia vita: gare sportive, laurea, premi giornalistici, premi letterari…lui era sempre lì, pronto ad applaudirmi, orgoglioso come nessun’altro. Felice.

Era lui che, con una figlia adolescente, si svegliava all’uno di notte per venirmi a riacciuffare chissàdove, a qualche festa, a casa di un’amica (lui che a tutt’oggi individua i miei compagni di classe a seconda della via in cui abitavano quindici anni fa…! 🙂 ) . Lui che, ancora adesso, mi soccorre se la macchina mi lascia in panne, se il tacco si spezza, se in palestra c’è lo stalker…Lui che se capisce che ho combinato qualche casino – e le femmine combinano sempre casini che ai papà piacciono poco –  diventa il mio complice, insieme, schierati contro le urla di mamma…

Lui l’unica persona su cui poter contare, senza dubbi. In ogni istante.

Il mio papà è talmente speciale che i miei fidanzati, e quelli di mia sorella, lo hanno sempre amato tanto (e lui loro). Per loro Angelo è Angelo, semplicemente. Angelo è la compagnia di una partita, di una corsa di Formula Uno, è una risata certa. Angelo è l’interlocutore ideale per una chiacchierata sulle cose belle della vita… Ecco, mio padre è la positività fatta persona. E nella sua vita ne ha passate tante, eh, ma non ha mai perso la forza, la gioia di vivere.

Lui – a differenza di mamma – è quello che non parla mai, si fa gli affari suoi, ma ti guarda e io lo so che cosa vuole intendere con quegli occhi…! Però se deve dirti una cosa bella non si tiene. Come il giorno della mia discussione di laurea. La sera ha fatto capolino nella mia stanza, si è avvicinato e lo ha confessato: “Oggi mi hai emozionato”. E io mi sono commossa…!

Papà mio è anche quello che se mi scorge davanti allo specchio non esita a dirmi: “Amore di papo quanto sei bella…!”. Lui è orgoglioso di me, delle sue figlie, è orgoglioso della sua famiglia, che ha curato a suon di carezze, abbracci e rimproveri. Aspri, durissimi. E anche le botte sul sedere, da piccola, non mi sono mai mancate…ma sono servite, oggi lo posso dire!

Papà, quello che dopo dieci anni non sa ancora mandare un sms, far muovere un mouse, andare su Internet. Lui, uomo d’altri tempi, così refrattario alla tecnologia, che però non ha manco mai scritto una lettera d’amore. Perchè lui le cose te le fa capire coi gesti. Veri, reali. Tangibili.

Mio padre. Un padre che vorrei avessero anche i miei figli.

Forse, un giorno. Chissà.

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