Tutto muscoli e niente cervello. Puahhhhh!!!

Come qualsiasi pianeta abitato anche la palestra ha le sue creature autoctone, chimeriche e fantastiche, impossibile da avvistare altrove. La specie che da sempre desta la mia curiosità più sfrenata – sarà perché sono così agli antipodi col mio corpicino morbido e ciccioso, dove i tessuti muscolari si rifiutano di venir fuori- sono i convinti-figaccioni-tutti-bicipiti-e-canotte, o più tecnicamente i body builder.

Dicesi convinto-figaccione-tutto- bicipiti-e-canotte esemplare di maschio giovane (ma si registrano anche rari esemplari femmine), di età compresa tra i 20 e i 50 anni, che si aggira per la palestra con passo lento e molleggiato, attento a catturare gli sguardi altrui. Con le gambe leggermente inarcate e le braccia che penzolano a debita distanza dal tronco, il suo habitat naturale è, ovviamente, la sala pesi. Curiosa di conoscerne costumi, abitudini e movenze, qualche giorno fa mi sono calata nei panni di esperta etologa – una sorta di Konrad Lorenz de’ noantri – e, col sedere scomodamente poggiato su una cyclette, li ho studiati attentamente. Dio-mio-che-spasso! Il primo esemplare è entrato dopo una decina di minuti. Lo sguardo era basso, truce, tanto che – prima di accorgermi che in realtà è un’espressione comune a tutta la specie, assunta forse per spaventare i rivali – ero convinta gli girassero un po’ le scatole. Addosso il piumaggio era scarno: un paio di pantaloni targati Adidas, neri a strisce bianche sottili – di quelli un po’ consunti sulle chiappette muscolose – e una canotta a coste, così da mettere in risalto i bicipiti turgidi e rigorosamente tatuati (una domanda: ma i body builder senza tatuaggi sono considerati degli sfigati?).

Qualche esemplare si aggirava addirittura munito di cinturone in vita, roba che manco Hulk Hogan dei tempi d’oro! Contrariamente a quanto si possa pensare, il body builder, una volta sceso nell’arena, non si lancia subito in erniosi sollevamenti pesi. Prima deve mettere in atto tutta una serie di riti, il primo dei quali è il saluto ai suoi simili. Con abbracci e rumorose pacche sulle spalle, il nostro convinto-figaccione si è quindi avventato sul vicino di panca, e lo ha fatto con una tale veemenza che per un attimo ho pensato non si vedessero da anni… Una volta scelta la panca, bevuto un sorso d’acqua e sistemato più volte il ciuffo allo specchio, il nostro body-costruttore ha poi cominciato ad allenarsi. E finalmente direi, visto che nel frattempo io e le mie zampette vivaci avevamo pedalato l’equivalente di un Roma-Fregene (forse!). Impegnato nell’ottava fatica di Ercole, il convinto-figaccione è solito lanciare grugniti e urla. Rabbia repressa? Sforzo immane? Follia, penserete voi! No. Respirazione. Semplicissima respirazione…!

Chiuso da circa una mezz’ora nella sala pesi (io, nel frattempo,sono passata al tapis roulant) il nostro convinto-figaccione si è poi perso anche in chiacchiere. E le discussioni (poche) che intavolano tra simili sono noiosissime: l’alimentazione, per esempio, è uno degli argomenti preferiti. Un’alimentazione proteica ovviamente, che vede come piatto principale il petto di pollo, o al massimo la fesa di tacchino (il manzo solo quando è festa!). Vivande che il body-costruttore acquista e consuma in quantità industriali…manco fosse Nutella! Accompagnano quei dolci filetti di pollo, fresche foglioline di insalata scondite…!

Concentrato a mirarsi e rimirarsi i bicipiti allo specchio, il nostro body-builder non ha comunque perso occasione per studiarsi le succose chiappette delle Barbie-palestra che gli sfilavano davanti. Perché ogni momento è buono per lanciare segnali di corteggiamento agli esemplari femmine delle altre specie. Lo sguardo spesso è però distratto, come a dire: “Sì, t’ho visto, ma ora non ho tempo da perdere con te”, oppure, “Bellezza guardami, ma non sai quanto dovrai faticare per uscire con me!”. (Nota -acida- personale: se le donne fossero tutte come me, non sapete voi quante belle serate in solitaria passereste!). Il meglio di sé – stando a quanto raccontatomi da un osservatore partecipante introdotto negli spogliatoi – il convinto-figaccione pare lo dia però sotto la doccia, dove si lancia in minuziosi racconti delle sue focose serate mondane.

Tra un particolare e l’altro non smette ovviamente di specchiarsi, cremarsi (altro che anticellulite femminile, nei beauty case i nostri body-costruttori pare nascondano cremine antirughe, contorno occhi e pomate per addominali scolpiti giorno¬te), e soffocare con vigorose spruzzate di profumo i poveri astanti. Quelli forse un po’ più normali, con la panzetta (ho detto –etta!) e i peli sul petto, quelli che la crema la preferiscono pasticcera, da mangiare. Quelli che non ti rubano il lucidalabbra dalla borsa. Quelli, insomma, che al di là delle apparenze, uomini, forse, lo sono davvero.

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